27 agosto 2010

Il lusso e il patto sociale


Mettiamole assieme le due dichiarazioni, del ministro e del manager di una delle più importanti imprese italiane.
«Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare» aveva detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo al «Berghem fest» sottolineando subito dopo che «robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al mondo».

Ministro di un governo che poi spende soldi per pubblicità sulla sicurezza del lavoro: non è un pò un controsenso? Quanto abbiamo speso per questa pubblicita?

Il manager Marchionne chiede alla platea del meeting di CL, da cui hanno parlato Passera (il corriere ha scirtto che aveva dei soldi depositati a Madeira rientrati grazie allo scudo) e Geronzi (sotto processo per gli scandali della Cirio, sia della Parmalat), un "nuovo patto sociale" che permetta di superare (ovvero eliminare) le lotte sociali per le rivendicazioni.

Riassumendo, basta pretese, meno diritti e rivendicazioni che non ci possiamo permettere e basta protestare.
Dite voi se questo non è uno scenario da Grande Fratello: manca solo qualche riferimento al socialismo e siamo pronti.
Da una parte un'oligarchia piena di scudi, lodi, immunità (che ne pensa Tremonti del processo breve che renderà impuniti una serie di reati anche economici?).
Dall'altra una nuova generazione di "lavoratori cinesi".

Due domande. La prima: ma tutte le auto che M. ha in mente di produrre in Italia, poi riuscirà anche a venderle (finiti gli incentivi, sono calate le immatricolazioni)?
La seconda: si sente ripetere che in Germania è stato chiesto ai sindacati di rinunciare ad una settimana di ferie. quale è lo stipendio di un operaio tedesco? E di uno italiano?

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