10 dicembre 2009

Il maxiprocesso alla Eternit a Torino

Oggi inizia il più grande processo per morti bianche ai danni di una impresa, la Eternit a Casale, per il reato disastro ambientale doloso
I numeri sono impressionanti: la fredda contabilità del Tribunale parla di 2.856 parti lese, di cui appena 665 viventi. Nella sola Casale Monferrato (35 mila abitanti) i morti sono stati oltre 1.600; 384 a Bagnoli, 118 a Cavagnolo in provincia di Torino e due a Rubiera, in Emilia. Casale ha visto morire ex lavoratori dell’Eternit, ma anche semplici cittadini (almeno 252) ammalati per aver respirato amianto, fibre microscopiche 1300 volte più sottili di un capello capaci di provocare – anche a distanza di decenni – tumor i polmonari, mesoteliomi pleurici, asbestosi. (dal numero di ieri de Il fatto)


Non ci sarà nessun Spatuzza in aula a raccontare dei suoi omicidi e forse anche per questo, del processo se ne occuperanno poco i mezzi di informazione.
Ma io considero questi reati e le persone imputate (il imputate miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e l’ottantunenne barone belga Louisde Cartier de Marchienne) alla stessa stregua, se non peggio: perchè il reato si è consumato in modo più viscido e vile.
Di morti silenziose parlava Carlo Lucarelli nella sua puntata di Blu Notte: morti che continuano ancora oggi, il picco (per le diagnosi di mesotelioma) potrebbe arrivare nel 2015.

Morti che sono avvenute nel silenzio e con la complicità di parte delle amministrazioni, dei vertici industriali che sapevano del pericolo amianto.
E tutti noi sperimao che queste colpe emergano a quello che viene chiamato Il processo del secolo.

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