01 giugno 2008

Non lo fermerà nessuno

I tre punti della relazione di Draghi: produttività, meridione e concorrenza. Tutti, politici manager, concordano con questa ricetta.
Stridono, poi, con le notizie dal paese reale:
Il Piemonte allagato dalle piogge di questi giorno. Nonostante i morti, questa notizia non ha riempito le pagine de giornali e dei TG. Forse perchè la pioggia non è extracomunitaria?

Il meridione verrà messo sotto assedio dall'esercito per le discariche. Come quella di Chiaiano.
Per risolvere l'emergenza rifiuti ora sembra che ci vogliano tre anni. Almeno sappiamo che per tre anni Berlusconi rimane a Napoli.
Emergenza risolta con la superprocura di Napoli (un mezzo golpe giudiziario) e l'esercito.

I messaggi che lancia il premier sono forti. Ai manifestanti "Sui rifiuti useremo la forza".
Ai magistrati (per l'inchiesta che coinvolge indirettamente anche Bertolaso) "non ci intimidite".
E' questo il governo del dialogo?

In quanto alla concorrenza, basta ricordare il conflitto di interessi (sancito anche dalla sentenza contro del Noce, accusato di aver favorito Mediaset nella vicenda Bonolis) ...
Berlusconi è liberista finchè non si toccano gli interessi suoi: per capirsi, leggere la vicenda di Europa 7.
Il Consiglio di Stato ha respinto le istanze di Mediaset e chiesto l'applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea. Effetti sui TG, sui politici, nelle notizie?

Intanto i prezzi dei beni sono alle stelle: pane +12%, pasta +20%.
Nelle città i raid a base di spranghe e bastoni contro i diversi sono catalogati come normali scontri tra ragazzi: niente a che vedere con al politica.
Basta un tatuaggio e oplà, un criminale diventa un eroe di quartiere.
A Milano il primo processo per direttissima dove è stata contestata l'aggravante di clandestinità. La legge non è più uguale per tutti.
Il carroccio vota con riserva il Trattato di Lisbona. Insomma siamo in Europa o no? Oppure l'Europa ci fa comodo solo per i finanziamenti agli agricoltori e alle regioni del sud?
Il taglio all'Ici è stato fatto con il fondo per la violenza alle donne e con i fondi destinati alla realizzazione delle infrastrutture in Sicilia. Una tangente alla Lega, per tenersela buona ...

L'arroccamento del cavaliere, scrive D'Avanzo su Repubblica:

Berlusconi è stato liquidatorio contro ogni ipotesi di correzione del decreto per evitare i profili di incostituzionalità che magistrati e costituzionalisti hanno rilevato nella creazione di un "commissario giudiziario" (titolare di tutte le inchieste ambientali della regione, potrà scegliersi il pubblico ministero più "affidabile", in deroga alle ordinarie regole di assegnazione) e di un "processo penale napoletano" (inedita la figura di un giudice collegiale per le indagini preliminari). Taglia corto Berlusconi: "Un ordine dello Stato non può vivere in un empireo e pensare alle leggi come ad un moloch assoluto. Le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini". Anche questo s'era intravisto.

L'emergenza napoletana si definisce ora compiutamente come "uno stato d'eccezione", come un "vuoto del diritto" che interrompe la norma e trasforma il diritto in una "prassi" dove la decisione "non può essere mai interamente determinata dalla norma". È in questo scarto che nascono le torsioni costituzionali che Berlusconi non riconosce. Il governo si sceglierà allora i magistrati che dovranno controllare le sue iniziative. I campani saranno meno protetti dalla legge. Ciò che è "tossico" altrove, non lo sarà in Campania. Ciò che altrove è considerato "pericoloso", qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia sanitaria qui non saranno in vigore o lo saranno affievolite.

Come ha scritto Stefano Rodotà "viene aggirato l'articolo102 della Costituzione, che vieta l'istituzione di giudici straordinari o speciali. Vengono creati nuovi reati di ampia interpretazione che finiscono per restringere il diritto di manifestare liberamente. La garanzia dei diritti costituzionalmente garantita è degradata. La legalità costituzionale è complessivamente incrinata". "È un dovere che lo Stato faccia definitivamente lo Stato", conclude il presidente del Consiglio.

Berlusconi agita, dunque, lo spadone intenzionato a tagliare i nodi istituzionali e sociali della catastrofe napoletana con un solo, deciso colpo netto. Senza curarsi (o intenzionalmente approfittandone) degli strappi alla Costituzione, agli ordinamenti, alla partecipazione sociale. Ne nasceranno molte polemiche e conflitti, e se ne parlerà ancora nel minuto.
Chi paga per questa sicurezza senza sicurezza? Con i tribunali a rischio chiusura perchè inagibili (dalla relazione consegnata al ministro Alfano)? Con le forze di polizia senza mezzi e senza soldi per gli straordinari?

P.S:
Settimana prossima viene a trovarci il presidente Iraniano Ahmadinejad, per il vertice Fao: tiranno da eliminare, quando parla Bush, ospite gradito quando viene a trattare affari con le imprese italiane. Come la Andaldo e la Fata. E forse si farà una capatina in Vaticano ...
Pecunia non olet” ... mica è un pezzente come il Dalai Lama.

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